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Santarcangelo di Romagna: l’incanto a due passi da Rimini

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santarcangelo_di_romagnaCon il suo incantevole borgo medievale adagiato sul colle Giove e dove il tempo sembra essersi fermato, Santarcangelo di Romagna è un vero gioiello di arte e cultura. Lungo le sue antiche viuzze di ciottoli ci sono ancora le antiche botteghe di una volta, dove si possono degustare vini, liquori e prodotti tipici e dove sarete gentilmente invitati ad entrare dai bottegai, gioviali e chiacchieroni come vuole la tradizione romagnola.  Passeggiando per le vie del centro, vi accorgerete che curiose targhe illustrano i prodotti venduti nei negozi: mela e pera indicano il fruttivendolo, ago, filo e bottone l’antica merceria; pesci colorati e bue corrispondono rispettivamente alla pescheria e alla macelleria. Probabilmente in passato questo consentiva anche a chi era analfabeta di trovare subito il negozio cercato.

Il vino Sangiovese, uno dei prodotti  tipici della regione, deve il suo nome proprio al colle Giove su cui la cittadina sorge (“Sangue di Giove” ispirato al colle su cui sorgeva il convento e al colore rosso rubino della bevanda). Furono i monaci che per primi lo produssero a dargli questo nome, che testimonia le origini contadine di Santarcangelo. Le origini rurali hanno accompagnato la vita della città fino ad oggi e si sono allacciate saldamente alla sua tradizione culturale ed artistica: il poeta Tonino Guerra, nato a Santarcangelo nel 1920, è infatti conosciuto per i suoi tantissimi versi che sono un inno a questa terra contadina che gli rimase sempre nel cuore, nonostante la vita ricchissima di esperienze e fama internazionali.

Una tipicità unica di Santarcangelo è la singolare comunità dei Mutoid, un gruppo di nomadi dalle incredibilimutoid_santarcangelo_rimini_hotel_milton doti artistiche: il vero nome della comunità, che ha origini londinesi ma trova in Santarcangelo uno dei suoi poli più floridi, è Mutoid Waste Company. I Mutoid danno nuova vita a rifiuti come ferro, plastica, gomma, fibra di vetro, alluminio, rame e ottone realizzando a partire da essi sculture di incredibile bellezza, alcune delle quali sono periodicamente  esposte all’interno di mostre e musei della zona come il Musas, il MET e anche presso Ecomondo, fiera di riferimento del mondo green a livello internazionale.

Il centro storico brulica di vita: tanti negozi di abbigliamento e scarpe firmati ma anche di piccoli negozietti ormai scomparsi nelle grandi città, come storici artigiani e calzolai e vecchie botteghe in cui poter trovare di tutto un po’. Piadinerie e rosticcerie sempre affollate sfornano ogni giorno piade farcite e cassoni e molte di esse offrono formaggi tipici e salumi, porchetta e soprattutto pasta fresca (cappelletti e passatelli) rigorosamente fatta secondo l’antica ricetta romagnola.

santarcangelo_città_tipica_romagna_hotel_milton_riminiVi chiedete quale sia il segreto di questa laboriosità? Il grande senso di appartenenza degli abitanti alla propria città, il rapporto quotidiano con i negozianti, rapporti veri alimentati da generazioni. Del resto proprio Tonino Guerra in una famosa pubblicità nazionale diceva: “L’ottimismo è il profumo della vita!”

Proprio questo entusiasmo per la vita, lo slancio per il lavoro e per le relazioni umane portano la cittadinanza ad essere il cuore pulsante delle tantissime sagre e feste di paese che si svolgono a Santarcangelo in ogni mese dell’anno: ognuna di esse racchiude in sé il carattere laborioso dei santarcangiolesi.

Eccone un elenco, a cui bisogna aggiungere il variopinto mercato settimanale del venerdì mattina:

  • Fiera di San Martino o fiera dei Becchi: una sagra che merita senz’altro una particolare menzione. Il nome Fiera dei Becchi deriva infatti dall’usanza di appendere all’arco di piazza Ganganelli (la piazza principale) un paio di corna di bue. Secondo la tradizione, se al passaggio sotto l’arco le corna si muovono, significa che la persona è “cornuta”! Questo la dice lunga sul carattere buontempone dei santarcangiolesi! La fiera di San Martino, che si svolge ogni anno intorno al 10 novembre e culmina nella giornata del patrono di Santarcangelo (San Martino appunto), porta nella cittadina tantissime bancarelle e stand gastronomici e si conferma come una delle sagre più grandi e frequentate della Romagna.
  • Santarcangelo dei teatri: il festival internazionale del teatro in piazza. Ogni anno  dal 1971 il leitmosantarcangelo_di_romagna_festival_dei_teatri_hotel_milton_riminitiv del festival è che: “Il teatro sgorga dalla collettività, per ritornare alla collettività”. Il Festival rappresenta infatti  il legame  tra il teatro e la piazza intesa come collettività. Il programma coinvolge l’intera cittadina e si snoda con spettacoli ed esibizioni di artisti internazionali da Piazza Ganganelli ai più remoti angoli di Santarcangelo.  La significativa presenza di artisti internazionali sottolinea l’importanza dell’evento a livello globale
  • Calici di stelle: fra tutti il più suggestivo e il più romantico evento di Santarcangelo. L’atmosfera di questo borgo romagnolo unito al cielo stellato di metà agosto (in particolare la notte di San Lorenzo) esplode in alcune serate dove il buon vino locale è il protagonista. Santarcangelo è disseminata di piccoli stand di produttori locali che vi faranno assaggiare le diverse tipicità della regione: un coupon di pochi euro vi regala un calice che sarà poi riempito presso le diverse postazioni… E poi tutti con il naso all’insù in cima al colle Giove per non perdersi le fatidiche stelle cadenti!
  • Balconi Fioriti: ogni anno a metà maggio Santarcangelo “sboccia”: i cittadini fanno letteralmente a gara a chi meglio abbellisce il proprio balcone, le proprie strade, finestre e cortili con creazioni floreali balconifioriti_santarcangelo_di_romagna_rimini_hotel_milton
  • Santarcangelato: ogni anno a metà giugno, questa manifestazione riunisce postazioni gestite dalle numerose gelaterie artigianali di Santarcangelo. Un coupon di pochi euro vi permette di assaggiare diversi gelati! Un evento goloso da non perdere!
  • Fiera di San Michele: quest’antica fiera di fine settembre ha origini medievali perché risale ai tempi della signoria dei Malatesta. È anche conosciuta come l’antica fiera degli uccelli e all’interno si svolge una singolare gara canora fra volatili!

Ultima menzione, ma non certo per importanza, va alle grotte di Santarcangelo: sconosciute ai più, le grotte si snodano per chilometri e chilometri sotto il colle Giove, formando un reticolo in gran parte ancora inesplorato. Moltissime abitazioni, negozi  e ristoranti del centro storico possiedono la propria grotta sotterranea, una sorta di cantina che molti ristoranti utilizzano tuttora per conservare vini e altri prodotti poiché all’interno vi è una temperatura costante che si aggira intorno ai 1o°. Ancora oggetto di studio da parte di archeologi e storici, le grotte di Santarcangelo rappresentano ancora un mistero: non si sa infatti se furono costruite (si pensa 2000 anni fa!) per motivi di difesa, religiosi o esoterici… Quel che è certo e che durante la seconda guerra mondiale gli abitanti le utilizzarono come rifugio antiaereo: per l’occasione le grotte, un tempo separate, furono in gran parte unite permettendo ai rifugiati di avere così una via di fuga.

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Vi invitiamo a vivere un’esperienza emozionante e a costruirvi una teoria vostra su questo luogo ricco di mistero visitando le grotte (rivolgetevi all’Ufficio turistico Iat  di Santarcangelo in Via Battisti 5. (Tel. 0541 624270; e-mail: iat@comune.santarcangelo.rn.it).

Solo dopo aver visitato Santarcangelo capirete che ad ogni angolo si nasconde qualcosa di eccezionale che vi stupirà: salite fino al Campanone, visitate il Museo del bottone dove l’anziano direttore vi terrà compagnia raccontandovi decine di aneddoti, assistete ad uno spettacolo presso il Lavatoio, passeggiate fra le bancarelle di antiquariato del mercato de La casa del tempo ogni prima domenica del mese, visitate l’antica stamperia Marchi con un antichissimo mangano… insomma, innamoratevi di Santarcangelo!

Francesca Morri

 

 

 

 

 

 

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